Auguri

Quando vedo la sofferenza del prossimo, mi chiedo cosa mai abbia fatto per meritare di nascere e vivere in un Paese dove da anni non ci sono quelle guerre, fame o povertà vissute invece dai miei genitori. Osservando il dolore di chi è stato immeritatamente meno fortunato di me, mi domando chi abbia mai scelto quei confini per discriminare chi sia da accogliere e chi no, soprattutto quando trovo più somiglianze in persone straniere che nei miei concittadini, alcuni così cinici o in malafede da nascondere che Dio è anche in quelle persone che fuggono dal dolore, rischiando la vita in cerca di un luogo migliore dove esistere con serenità. 

Il mio augurio è che la nostra progenie sia migliore di noi e sappia comprendere perché mai la festa del Natale (speranza della nostra continuità in un’altra vita: quella dei nostri figli) venga celebrata proprio ricordando la nascita di Chi non ebbe una casa dove venire al mondo: <<Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.>> (Luca 2,7).

A tutti voi, a tutti coloro che amate ed a tutti coloro che vi amano auguro per sempre quella felicità che solo i giusti hanno e che li sorregge anche nelle avversità.

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!